La Storia di Forlì

La città di Forlì venne fondata dai Romani nel 548 per poi, al crollo dell'Impero, entrare a far parte del Regno degli Ostrogoti e successivamente dell'Impero Bizantino, fino alla sua presa da parte dei Longobardi con la conseguente donazione di queste fertili terre al Papa.

Nel Medioevo Forlì s'affermò quale libero Comune, caparbiamente indipendente anche di fronte ai Francesi, i quali cercarono di piegarla con un lungo assedio nel 1287, e vittoriosa in diverse guerre ingaggiate con le vicine città di Firenze e Bologna.

La trasformazione da libero Comune a signoria fu travagliata, così come la storia di Forlì alla cui guida si alternarono famiglie guelfe e ghibelline, oltre al Papato ed a proposito di Pontefici ricordiamo che nel 1500 Cesare Borgia sottrasse Forlì alla vedova di Girolamo Riario, il quale a sua volta l'aveva ricevuta da Sisto IV.

La città romagnola s'affermò quindi quale centro della Romagna Pontificia, crescendo e sviluppandosi nonostante guerre e saccheggi che misero a dura prova Forlì, scampata miracolosamente alla peste del 1630, che aveva duramente colpito il resto dell'Emilia Romagna, ma non ai Francesi guidati da Napoleone i quali entrarono trionfanti nella città nel 1797.

Nel 1860 Forlì entrò poi a far parte del Regno d'Italia e tra i patrioti più celebri originari di Forlì ricordiamo Aurelio Saffi al quale è stata dedicata la Piazza principale della città al cui centro troneggia una sua statua.

La storia contemporanea di Forlì ci riporta, infine, al Fascismo: essendo Benito Mussolini originario di Predappio, che si trova ad una quindicina di chilometri dal capoluogo forlivese, venne ad essere la città del Duce, assurta ad emblema del Ventennio dal punto di vista propagandistico anche attraverso interventi architettonici che hanno interessato diverse zone della città, compresa la centrale Piazza Saffi sulla quale sono sorti edifici moderni, come il Palazzo delle Poste, accanto alle vestigia del glorioso passato.

 

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